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Il Gestore del Fondo Top afferma: rimanere calmi e acquistare azioni

(BLOOMBERG) Guerra commerciale? Sì. Rallentamento globale? Sì. Mercato volatile? Sì. Ciò significa che gli investitori dovrebbero incassare e vendere? Non secondo questo gestore di fondi con le migliori prestazioni, che consiglia di acquistare azioni.

Joanna Kwok, che co-gestisce il JPMorgan Asia Growth Fund , afferma che la volatilità persisterà nei mercati asiatici a causa dell’incertezza della guerra commerciale e delle preoccupazioni sugli utili delle società. Anche con l’imprevedibilità del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e altri rischi politici, gli investitori dovrebbero aggrapparsi poiché le valutazioni suggeriscono rendimenti ragionevoli nei prossimi 12 mesi.

acquistare azioni

“Devi solo essere costantemente disciplinato”, ha dichiarato Kwok, il cui fondo che traccia l’MSCI Asia escluso l’indice giapponese è tornato dall’11% da inizio anno. “A questa valutazione, dovremmo acquistare e non vendere”. Il fondo aperto di Kwok ha battuto finora il 98% dei colleghi quest’anno e negli ultimi cinque anni, sulla base dei dati raccolti da Bloomberg,

Dopo aver cancellato fino a $ 1,7 trilioni del loro valore nel recente sell-off, i titoli asiatici hanno appena recuperato le perdite innescate dalla minaccia di Trump di imporre una tariffa del 10% su più importazioni cinesi e preoccupazioni di una recessione, riaccese da un’inversione nelle curve dei rendimenti. Mentre i gestori di fondi e gli strateghi hanno concordato sul fatto che la volatilità rimarrà, pochi hanno dimostrato la convinzione di acquistare anche quei titoli negoziati a prezzi interessanti.

Kwok, tuttavia, rimane quasi completamente investito, con un livello di cassa netto di circa il 2%. In qualità di investitore a lungo termine, preferisce titoli di sviluppo regionali maggiormente focalizzati sul mercato interno nelle attività finanziarie, tecnologiche e legate al consumo. Il declino del mercato negli ultimi mesi le ha permesso di riacquistare alcune tecnologie e azioni finanziarie indiane, ha detto.

L’indice MSCI Asia, escluso il Japan Index, è scambiato a 1,3 volte il rapporto price-to-book stimato a 12 mesi, leggermente al di sotto della media quinquennale, mostrano i dati Bloomberg.

Altri commenti da Kwok:

  • Kwok ha ridotto alcune scorte di beni di consumo dell’ASEAN e della Cina
  • Le misure accomodative della banca centrale sarebbero più efficaci nel sostenere il sentiment se abbinate alle politiche fiscali; questo sta accadendo in India, Cina e Tailandia
  • Mentre la propensione al rischio domina ancora i mercati asiatici, Kwok afferma che i flussi stanno riprendendo dal Nord America e dall’Europa mentre le valutazioni diventano attraenti
  • Tendenze specifiche del settore, come l’espansione assicurativa in Cina e India, guideranno la crescita asiatica a lungo termine

Azioni da Comprare nel 2020

Come ogni anno, eccoci alla consueta raccolta delle migliori azioni da comprare per il 2020, divise per settori: sono azioni di aziende in forte crescita, con dei fondamentali stabili e in trend positivo negli ultimi anni.

Dobbiamo però precisare che il 2020 sarà un anno difficile dal punto di vista del mercato, con una probabile Recessione Usa che potrebbe verificarsi durante l’anno o iniziare a configurarsi nel 2020 per poi iniziare l’anno successivo, ad ogni modo anche le elezioni Usa di novembre 2020 e la guerra commerciale con la Cina peseranno non poco sull’andamento delle azioni.

Dunque quando si scelgono le azioni da comprare per il 2020 occorre valutare una serie di fattori che consentono di metterci al riparo più possibile; uno stop loss di sicurezza farà il resto. Per avere un recap delle regole operative da tenere sempre a mente, potete consultare il nostro articolo sugli investimenti durante i periodi di recessione.

Migliori Azioni 2020 al Nasdaq

Per quanto riguarda i migliori titoli azionari tecnologici presenti al Nasdaq, ecco la nostra scelta:

  • Microsoft (MSFT)
  • American First Multifamily (ATAX
  • MarketAxess (MKTX)
  • Copart (CPRT)
  • KAL Corporation (KLAC)
  • Pool Corporation (POOL)
  • Barrett Business Services (BBSI)

Migliori Azioni 2020 al Nyse

Le migliori azioni su cui puntare nel 2020 alla Borsa di New York sono:

  • Versum Materials (VSM)
  • The Home Depot (HD)
  • Magellan Midstream (MMP)
  • The Toro Company (TTC)
  • Lockheed Martin Corporation (LMT)
  • Visa (V)
  • Floor & Decor Holding (FND)
  • Estee Lauder (EL)
  • Nvr Inc (NVR)
  • General Holdings (GNRC)
  • Independence Realty Trust (IRT)
  • Booz Allen (BAH)
  • Zoetis (ZTS)
  • Terreno Realty Co. (TRNO)
  • Waste Management (WM)
  • Procter&Gamble (PG)
  • Mc Donald’s (MCD)
  • Coca-Cola (KO)

Azioni da evitare nel 2020

Per il 2020 dobbiamo cercare di evitare quelle azioni di aziende cinesi molto esposte a livello politico contro l’amministrazione Usa, almeno fino a quando sarà Trump presidente. Oltre a ciò, evitiamo quelle azioni di aziende troppo alla moda, in sofferenza, che non sono mai riuscite a fare il ‘grande salto’ o che hanno cambiato troppo spesso business plan, in particolare da evitare:

Tesla (TSLA)

Tesla era la cosiddetta IPO su cui puntavano i trader di mezzo mondo, che ha però ben presto deluso gli azionisti: business plan cambiato in corsa più volte, poche vendite e pochi utili, una causa in corso con Walmart per i pannelli solari che prendono fuoco… Insomma, come si evince anche dal grafico, chi sarebbe il pazzo da puntare su un’azienda in crollo verticale, tenuta a galla dalla bancarotta probabilmente solo per questioni politiche?

Ali Baba (BABA)

Ali Baba sta accusando il colpo della protesta di Hong Kong, e anche il discorso dei dazi potrebbe danneggiarla a favore di Amazon.

Fiat-Fca (FCAU)

Fiat si trova in un momento cruciale della storia automobilistica, senza avere sviluppato una chiara strategia alternativa al petrolio, come invece ha fatto Toyota e stanno facendo le auto tedesche. Inoltre, alla necessità di trovare un partner per la vendita, l’azienda potrebbe subire in maniera eccessiva il discorso dazi e guerra commerciale.

General Electric (GE)

GE sta soffrendo molto, alcuni analisti più critici pensano che difficilmente possa risollevarsi: è passata dai 30 dollari per azione del 2016 agli 8 dollari scarsi del 2019 in un trend negativo difficile da arrestare.

Baidu (BIDU)

Già a suo tempo parlammo delle azioni Baidu, e del fatto che per noi rimane un titolo da evitare: l’azienda è in trend negativo da molto, il settore motori di ricerca da solo non basta e non sembra ci siano all’orizzonte nuove divisioni e nuovi sviluppi di business.

Come prepararsi alla Recessione e dove investire

Abbiamo più volte analizzato la curva di rendimento inversa e tutti quegli alert che nell’ultimo anno si sono verificati a livello economico e che segnalavano un rallentamento dell’economia USA. Molti analisti sono ormai certi che la Recessione USA si verificherà nel biennio 2020-2021, anche perché segnali distensivi nella guerra commerciale USA-Cina non ce ne sono, anzi.

Dunque daremo per certa e scontata la possibilità di una recessione Usa prossima futura, che duri circa due anni e incominci verso il termine del 2019 per finire ai primi mesi del 2022.

Dandola per certa, possiamo passare in fase difensiva e proteggere i nostri investimenti, in modo da riuscire a non perdere denaro durante la recessione ma anzi a riuscire a guadagnare, anche se in percentuale inferiore rispetto ai momenti di trend positivo.

In questo modo, quando tra due anni la recessione sarà terminata, potremmo beneficiare del fatto che avremmo mantenuto e anzi incrementato il capitale e avremo chanche di guadagno maggiori una volta che il mercato si sarà ripreso.

Detto questo vediamo ora come affrontare la recessione in termini di investimento, su quali titoli azionari puntare e quali sono i settori che usciranno vincenti dalla crisi.

Regole Operative Generali

La cosa più facile con i propri soldi è perderli, quindi il mantenimento del Capitale deve essere la tua priorità: se saprai controllare e contenere le spese ne uscirai probabilmente in profitto.

Segui scrupolosamente queste regole operative:

  • Il mantenimento del capitale è la tua priorità.
  • Non fare daytrading, i profitti a due cifre si vedono dopo settimane, mesi, anni.
  • Investire per ogni operazione il 2% massimo del capitale.
  • Non aprire più di 2 operazioni a settimana.
  • Alla quarta operazione chiusa in perdita smetti di operare per due settimane.
  • Non fare Martingala o Antimartingala.
  • Operare solo a mercato chiuso (per limitare l’emotività).
  • Non stare sui grafici durante la settimana, ricorda che stai operando sul medio periodo e non sul daytrading.
  • Non devi essere tutti i giorni sul mercato.
  • Non operare con CFD.
  • Controlla le commissioni che ti fanno pagare e lo slippage, leggi questo articolo. Per chi opera su azioni USA, Interactive Brokers offre le commissioni più basse e l’accesso diretto al mercato.

Per chi inizia, la procedura corretta che suggeriamo per incominciare a realizzare un proprio portafoglio di titoli azionari è questa:

  • Aprire un conto non a margine con Interactive Brokers (tramite Pro Realtime ad esempio, oppure con Assisitenza Brokers) che consente commissioni bassissime.
  • Investire inizialmente solo una piccola parte non rilevante di denaro (5.000 €) con la consapevolezza che si può perdere tutto il capitale. 
  • Incrementare questo capitale dal secondo anno in poi con regolari versamenti mensili o annuali.
  • Acquistare solo 2 azioni a settimana, investendo solo il 2% del capitale (250 € per azione circa per un capitale di 5.000 €)
  • Inserire sempre lo Stop-Loss e non modificarlo mai verso il basso.
  • Acquistare le azioni solo a mercato chiuso e nel weekend per limitare le implicazioni psicologiche-ludiche.
  • Mantenere una logica di investimento sul lungo periodo. Mesi e Anni servono per guadagnare, non ore e giorni. Il Daytrading è morto quando sono arrivati gli algoritmi a governarlo.

Un proverbio giapponese recita:
‘Fare soldi è come scavare con un’unghia;
perderli è come versare acqua sulla sabbia’.

Quanto Investire?

L’investimento nel trading dipende ovviamente dalle possibilità finanziarie di ciascuno, in ogni caso dovrebbe essere una cifra di capitale che siamo consapevoli di poter perdere senza arrecare danni finanziari o paciologici al nostro bilancio familiare.

Realisticamente, si può iniziare a fare trading con un capitale minimo di 5-10.000 euro ma con l’idea di portarlo ad almeno 25.000 euro, perchè questa rimane la cifra base per un capitale di trading che si rispetti, anche secondo Interactive Brokers.

Settori in crescita nei prossimi anni

I settori legati all’AI e al 5G saranno quelli che maggiormente resisteranno alla recessione e che poi avranno una crescita sostenuta al termine di essa.

Azioni da Comprare durante la recessione

Abbiamo realizzato un articolo che raccoglie alcune azioni interessanti da acquistare nel 2020, che possono rappresentare la base di partenza per un portafoglio equilibrato.

Liquidità

Conviene sempre mantenere una parte di capitale libero, circa il 15-25%, in modo da tenere un minimo di liquidità disponibile sul conto titoli qualora ve ne fosse necessità.

L’anatomia della prossima recessione secondo Nouriel Roubini

(NOURIEL ROUBINI / FNLONDON) Vi sono tre shock di offerta negativi che potrebbero innescare una  recessione globale entro il 2020. Tutti riflettono fattori politici che influenzano le relazioni internazionali, due coinvolgono la Cina e gli Stati Uniti sono al centro di ciascuno. Inoltre, nessuno di essi è suscettibile agli strumenti tradizionali della politica macroeconomica anticiclica.

Il primo potenziale shock deriva dalla guerra commerciale e valutaria sino-americana, che si è  intensificata  all’inizio di questo mese, quando l’amministrazione del presidente americano Donald Trump ha minacciato ulteriori tariffe sulle esportazioni cinesi e ha formalmente etichettato la Cina un manipolatore di valuta.

La seconda riguarda la guerra fredda a lenta birra tra Stati Uniti e Cina sulla tecnologia. In una rivalità che ha tutti i tratti distintivi di una ” trappola di Tucidide ” , Cina e America si contendono il dominio sulle industrie del futuro: intelligenza artificiale, robotica, 5G e così via. Gli Stati Uniti hanno inserito il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei in una “lista di entità” riservata alle società straniere ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. E sebbene Huawei abbia ricevuto esenzioni temporanee che gli consentano di continuare a utilizzare componenti statunitensi, l’amministrazione Trump questa settimana ha  annunciato  che avrebbe aggiunto all’elenco altri 46 affiliati Huawei.

Il terzo rischio maggiore riguarda le forniture di petrolio. Sebbene il prezzo del petrolio sia sceso nelle ultime settimane e una recessione innescata da una guerra commerciale, valutaria e tecnologica deprimerebbe la domanda di energia e abbasserebbe i prezzi, il confronto tra l’America e l’Iran potrebbe avere l’effetto opposto. Se quel conflitto dovesse degenerare in un conflitto militare, i prezzi globali del petrolio potrebbero aumentare e provocare una recessione, come accaduto durante le precedenti conflagrazioni in Medio Oriente nel 1973, 1979 e 1990.

Tutti e tre questi potenziali shock avrebbero un effetto stagflativo, aumentando il prezzo dei beni di consumo importati, input intermedi, componenti tecnologici ed energia, riducendo la produzione interrompendo le catene di approvvigionamento globali. Peggio ancora, il conflitto sino-americano sta già alimentando un più ampio processo di deglobalizzazione, perché i paesi e le imprese non possono più contare sulla stabilità a lungo termine di queste catene del valore integrate. Man mano che il commercio di beni, servizi, capitali, lavoro, informazioni, dati e tecnologia diventa sempre più balcanizzato, i costi di produzione globali aumenteranno in tutti i settori.

Inoltre, la guerra commerciale e valutaria e la concorrenza sulla tecnologia si amplificheranno a vicenda. Considera il caso di Huawei, che è attualmente un leader globale nelle apparecchiature 5G. Questa tecnologia sarà presto la forma standard di connettività per la maggior parte delle infrastrutture civili e militari critiche, per non parlare dei beni di consumo di base che sono collegati attraverso l’emergente Internet of Things. La presenza di un chip 5G implica che qualsiasi cosa, da un tostapane a una caffettiera, potrebbe diventare un dispositivo di ascolto. Ciò significa che se Huawei è ampiamente percepita come una minaccia alla sicurezza nazionale, lo sarebbero anche migliaia di esportazioni cinesi di beni di consumo.

È facile immaginare come la situazione odierna possa portare a una implosione su vasta scala del sistema commerciale globale aperto. La domanda, quindi, è se i politici monetari e fiscali siano preparati per uno shock dell’offerta negativo, sostenuto o addirittura permanente.

A seguito degli shock stagionali degli anni ’70, i politici monetari hanno reagito inasprendo la politica monetaria. Oggi, tuttavia, le principali banche centrali come la Federal Reserve americana stanno già perseguendo un allentamento della politica monetaria, poiché l’inflazione e le aspettative di inflazione rimangono basse. Qualsiasi pressione inflazionistica da uno shock petrolifero sarà percepita dalle banche centrali come un semplice effetto a livello di prezzi, piuttosto che come un persistente aumento dell’inflazione.

Nel tempo, gli shock negativi sull’offerta tendono anche a diventare shock temporanei negativi sulla domanda che riducono sia la crescita che l’inflazione, deprimendo i consumi e le spese in conto capitale. In effetti, nelle condizioni attuali, la spesa in conto capitale negli Stati Uniti e nel mondo è fortemente depressa, a causa delle incertezze sulla probabilità, gravità e persistenza dei tre potenziali shock.

In effetti, con aziende negli Stati Uniti, in Europa, in Cina e in altre parti dell’Asia che hanno ridotto le spese in conto capitale, il settore tecnologico, manifatturiero e industriale globale è già in recessione. L’unico motivo per cui ciò non si è ancora tradotto in una crisi globale è che i consumi privati ​​sono rimasti forti. Se il prezzo delle merci importate aumentasse ulteriormente a causa di uno di questi shock negativi sull’offerta, la crescita del reddito disponibile reale (aggiustata per l’inflazione) subirebbe un colpo, così come la fiducia dei consumatori, portando probabilmente l’economia globale in una recessione.

Considerato il potenziale di uno shock negativo della domanda aggregata nel breve periodo, le banche centrali hanno ragione ad allentare i tassi ufficiali. Ma anche i responsabili delle politiche fiscali dovrebbero preparare una risposta analoga a breve termine. Un forte calo della crescita e della domanda aggregata richiederebbe un allentamento fiscale anticiclico per evitare che la recessione diventi troppo grave.

Nel medio termine, tuttavia, la risposta ottimale non sarebbe quella di far fronte agli shock negativi dell’offerta, ma piuttosto di adattarsi a essi senza ulteriore allentamento. Dopotutto, gli shock negativi dell’offerta derivanti da una guerra commerciale e tecnologica sarebbero più o meno permanenti, così come la riduzione della crescita potenziale. Lo stesso vale per la Brexit: lasciare l’Unione europea sella il Regno Unito con uno shock di offerta negativo permanente e quindi una crescita potenziale permanente in modo permanente.

Tali shock non possono essere invertiti attraverso l’elaborazione di politiche monetarie o fiscali. Sebbene possano essere gestiti a breve termine, i tentativi di adattarli permanentemente porterebbero alla fine all’inflazione e alle aspettative di inflazione ben al di sopra degli obiettivi delle banche centrali. Negli anni ’70, le banche centrali hanno affrontato due gravi shock petroliferi. Il risultato è stato il costante aumento dell’inflazione e delle aspettative di inflazione, deficit fiscali insostenibili e accumulo del debito pubblico.

Infine, esiste una differenza importante tra la crisi finanziaria globale del 2008 e gli shock negativi dell’offerta che potrebbero colpire l’economia globale oggi. Poiché il primo è stato principalmente un grande shock negativo della domanda aggregata che ha depresso la crescita e l’inflazione, ha incontrato adeguatamente lo stimolo monetario e fiscale. Ma questa volta, il mondo si troverebbe di fronte a forti shock negativi dell’offerta che richiederebbero un tipo molto diverso di risposta politica a medio termine.

Cercare di annullare il danno attraverso uno stimolo monetario e fiscale senza fine non sarà un’opzione ragionevole.

Due Azioni in forte crescita malgrado il mercato sia in calo

Malgrado una giornata in fortissimo calo, causa la guerra commerciale USA-Cina e i dazi che le due superpotenze si stanno lanciando, ci sono due azioni che sono salite, apprezzandosi in un momento veramente difficile, e che quindi fanno ben sperare per il prossimo futuro. Sono CRM e INTU.

Salesforce (CRM)

Salesforce ha lateralizzato per tutto il 2019 su un supporto importante appena sopra i 140 dollari, supporto che sta contribuendo alla salita del prezzo verso 160 dollari per azione e ad un possibile breakout.

Salesforce.com, inc. sviluppa soluzioni di cloud computing aziendale concentrandosi sulla gestione delle relazioni con i clienti in tutto il mondo. La società offre Sales Cloud per archiviare dati, monitorare lead e progressi, prevedere opportunità e ottenere approfondimenti tramite analisi e intelligence delle relazioni, nonché fornire preventivi, contratti e fatture. 

Fornisce inoltre Service Cloud, che consente alle aziende di fornire assistenza clienti e supporto personalizzati, nonché una soluzione di assistenza sul campo che consente alle aziende di connettere agenti, dispatcher e dipendenti mobili attraverso una piattaforma centralizzata, che aiuta a pianificare e spedire il lavoro, e tenere traccia e gestire i lavori in tempo reale. Inoltre, l’azienda offre Marketing Cloud per pianificare, personalizzare e ottimizzare le interazioni di marketing con i clienti one-to-one; e Commerce Cloud, che consente alle aziende di migliorare il coinvolgimento, la conversione, le entrate e la fedeltà dei propri clienti. 

Inoltre, fornisce la piattaforma Lightning che offre strumenti privi di codice per codificare la piattaforma come servizio come servizio per la creazione, la protezione, l’integrazione e la gestione delle app aziendali; Anypoint Platform consente ai clienti di connettere qualsiasi sistema, applicazione, dati o dispositivo; Piattaforma di collaborazione Quip, che combina documenti, fogli di calcolo, app e chat con dati CRM live; e Salesforce Customer 360, che consente alle aziende di collegare i dati dei clienti attraverso le varie offerte di servizi finanziari, assistenza sanitaria e governo. Inoltre, l’azienda offre servizi di consulenza e implementazione; servizi di formazione, compresi corsi guidati da istruttori e online; e programmi di supporto e adozione. Fornisce i suoi servizi attraverso la vendita diretta; e società di consulenza, integratori di sistemi e altri partner. 

La società è stata fondata nel 1999 e ha sede a San Francisco, in California.

Intuit (INTU)

Le azioni di INTU stanno seguendo un interessante trend positivo da inizio anno, hanno rotto una resistenza intorno ai 270 dollari che ora è divenuta supporto per un breakout che se si verificasse potrebbe portare il titolo a 300 dollari per azione.

Intuit Inc. fornisce prodotti e servizi di gestione e conformità finanziari a piccole imprese, consumatori, lavoratori autonomi e professionisti contabili negli Stati Uniti, in Canada e a livello internazionale. 

Il segmento delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi della società fornisce servizi online QuickBooks e soluzioni software desktop che comprendono QuickBooks Enterprise, una soluzione ospitata o basata su server e QuickBooks Advanced, una soluzione aziendale online; Soluzione autonoma di QuickBooks; e QuickBooks Online Accountant e QuickBooks Accountant Desktop Plus; soluzioni per le buste paga, come l’elaborazione delle buste paga online, il deposito diretto delle buste paga dei dipendenti, i rapporti sulle buste paga, il pagamento elettronico delle imposte sui salari federali e statali e l’archiviazione elettronica dei moduli fiscali sui salari federali e statali. 

Questo segmento offre anche soluzioni per l’elaborazione dei pagamenti, compresi servizi di elaborazione di carte di credito, carte di debito, vantaggi elettronici e carte regalo; verifica servizi, verifica assegni e servizi di conversione assegni elettronici; servizi di fatturazione elettronica; e servizi di elaborazione delle transazioni basati sul Web per i commercianti online, nonché forniture finanziarie e finanziamenti per le piccole imprese. 

Il segmento Consumer offre servizi di preparazione delle dichiarazioni dei redditi TurboTax Online e servizi di archiviazione fiscale elettronica. Il segmento di partner strategici dell’azienda offre prodotti software per la preparazione delle imposte desktop Lacerte, ProSeries e ProFile; e ProConnect Tax Servizi di preparazione delle dichiarazioni dei redditi online, prodotti bancari e servizi correlati. Vende prodotti e servizi attraverso vari canali di vendita e distribuzione, inclusi siti Web, promozioni, call center, display al dettaglio e negozi di applicazioni online e mobili, nonché attraverso partner e commercialisti selezionati dell’alleanza. 

Intuit Inc. è stata fondata nel 1983 e ha sede a Mountain View, in California.

Devo mettere lo Stop Loss? E dove?

(Heikin Ashi Trader) Dove posizionare gli stop loss? Molti trader mi pongono questa domanda. Spesso, la questione sembra un po’ un accessorio fastidioso di cui il trader deve preoccuparsi anche dopo aver svolto l’importante lavoro di analisi di mercato e dopo aver già acquistato la posizione. Il problema tocca una delle questioni più importanti sulle quali il trader deve riflettere: Quanto rischio sono disposto a  sopportare per ottenere un’altra occasione?

L’Ordine Stop e la Psicologia del trader

Purtroppo, dietro a questa domanda è nascosto per lo più un desiderio infantile, come se io  potessi rivelare al trader in erba dove si trova il suo rifugio, ovvero dove poter mettere questa cosa fastidiosa chiamata “Stop”, in modo che Mr. Mercato non lo trovi mai. Curiosamente, Mr. Mercato ha un buon fiuto per questi nascondigli, soprattutto se lo stop si trova appena al di sotto o al di sopra di punti critici come un supporto o una resistenza. Come questo possa accadere è stata oggetto del secondo libro di questa serie sullo swing trading.

Gli stop sono un argomento controverso nei circoli di trading. Non c’è da stupirsi, perché essi appartengono alle strategie di uscita di un sistema di trading; in altre parole, uno stop è uno strumento centrale di gestione del rischio e, pertanto, ha direttamente a che fare con i guadagni nel mercato azionario. È quindi indispensabile comprendere quale funzione ha lo stop nel vostro sistema di trading o nella vostra strategia.

Deve essere chiaro fin dall’inizio che l’utilizzo di stop si traduce sempre in un minor tasso di successo. Se si fa trading senza l’utilizzo dello stop, si potrà probabilmente raggiungere un altissimo tasso di successo. Tuttavia, si potrebbe dover attendere a volte per un tempo molto lungo prima di ottenere un buon profitto da alcune posizioni. Inoltre, alcune posizioni non lo otterranno mai e voi sareste comunque costretti a chiudere questi trade con perdite molto elevate.

Se l’operatore utilizza lo stop, può evitare tale scenario. In cambio, deve accettare di perdere i trade molto più spesso. Quei trade in perdita rappresentano il prezzo che si è disposti a pagare al fine di controllare il rischio. Non si può farlo senza l’utilizzo dello stop. In questo caso, il rischio sarebbe illimitato.

Tanto pi se un mercato è in trend negativo, in questo causa lo cautela – e quindi lo stop loss – sono fondamentali.

Perché usare lo Stop Loss

Se si sceglie di fare trading con gli stop – e vi esorto a farlo -, il tasso di successo del sistema si deteriora automaticamente. Non vincerete nel 100% dei casi, ma solo nel 70% o 60% o anche meno. Esistono anche strategie di grande successo che funzionano molto bene, con tassi molto bassi di successo.

Ecco un esempio: il solito caso dei trend follower. Qui, l’operatore deve spesso fare più tentativi per stabilire una posizione in un trend. Questo porta naturalmente a molte piccole perdite e a poche grandi vincite. Il risultato potrebbe essere positivo, ma il trader deve a volte accettare un tasso di successo inferiore al 30%.

Naturalmente, un alto tasso di successo accarezza l’ego, per cui molti principianti lo cercano avidamente. Per raggiungere questo obiettivo, quindi, molti operatori accettano il rischio di fare trading senza stop. Quando si verificano le prime vere grandi perdite, il trader intuisce quanto possa essere utile lo stop.

Questo non significa che il trader abbia veramente accettato gli stop. Egli li accoglie comunque di cattivo umore. Lo si potrà notare perché farà di tutto per non raggiungere lo stop. Spesso, gli stessi trader ottengono qualche piccolo profitto: meglio un piccolo profitto in tasca di niente, dicono.

Tutte queste cattive abitudini sono una conseguenza della non accettazione dello stop. Il trader lo utilizza soprattutto perché è stato costretto ma, nella sua mente, odia gli stop perché lo portano inevitabilmente a perdere più volte i trade.

Il Trading è un Business come gli altri

Solo a poco a poco matura l’intuizione che il trading ha ben poco a che fare con il “voler sempre avere ragione sul mercato”. Il trading è un business come tutti gli altri. Cioè, ci sono i guadagni e le spese e, auspicabilmente, i guadagni sono superiori alle spese, alla fine dell’anno fiscale. Cioè, l’arte della gestione di un business è quella di mantenere i costi più bassi possibile e di ottimizzare i guadagni o aumentarli attraverso l’espansione del business.

Il trading non è diverso. Dal momento che si tratta di un business, ci sono utili (trade vincenti) e costi (trade in perdita, commissioni, hardware, spazio affitto e salario orario del trader). Dal momento che i trade in perdita rappresentano la maggior parte dei costi, si parla anche e a ragione di “costi di business”. In altre parole, i trade in perdita rappresentano la parte principale dei nostri costi. Essi sono necessari allo svolgimento delle nostre attività sul mercato.

Chiunque consideri i trade in perdita come semplici “costi” in modo da poter  partecipare al  gioco economico o al gioco del mercato azionario, inizia forse a rendersi conto che perdere i trade non è poi così tremendo al punto di desiderare di bandire completamente il trading dalla propria vita.

Le Perdite fanno parte del Trading

Al contrario: le perdite sono la condizione per poter partecipare, e quindi parte integrante del nostro sistema di trading, che fra l’altro sarebbe ridicolo senza trade in perdita. Pertanto, eliminarli sarebbe una misura del tutto assurda.

Una volta che il trader ha interiorizzato quest’idea, allora il passo successivo necessario a comprendere che il trading è una sorta di gioco delle probabilità non è lontano. Esattamente come l’imprenditore nel settore delle vendite al dettaglio è preoccupato per la qualità, ma cerca di utilizzare una politica dei prezzi per mantenere i suoi costi più bassi possibile.

Allo stesso modo, il trader dovrebbe fare tutto il possibile per mantenere le sue perdite più basse possibile. In seguito intendo approfondire questo discorso. Inoltre, naturalmente, la  seconda parte ci aiuterà a capire come gli stop possono aiutarci a massimizzare i nostri profitti, perché ciò è effettivamente possibile.

Pertanto, un vero operatore esamina l’ordine di stop non come inevitabile, ma come suo amico, a lui vicino nella gestione  delle sue posizioni, che è anche l’atteggiamento di un operatore professionale o istituzionale che, spero bene, non necessita di ulteriori spiegazioni.

(Estratto da libro Swing Trading Utilizzando il Grafico a 4 ore – parte Terza)

La Cina annuncia nuovi dazi su auto, soia e petrolio USA

(BLOOMBERG) La Cina ha annunciato l’intenzione di imporre dazi addizionali su $ 75 miliardi di beni americani tra cui semi di soia, automobili e petrolio, con la rappresaglia per gli ultimi prelievi pianificati del presidente Donald Trump sulle importazioni cinesi che fanno precipitare i futures azionari statunitensi.

Alcune delle contromisure entreranno in vigore a partire dal 1 ° settembre, mentre le altre entreranno in vigore dal 15 dicembre, secondo l’ annuncio del Ministero del Commercio. Ciò rispecchia il calendario stabilito dagli Stati Uniti per le tariffe del 10% su quasi $ 300 miliardi di spedizioni cinesi.

Un dazio aggiuntivo del 5% verrà applicata alle importazioni di soia e greggio americane a partire dal prossimo mese. La ripresa di un dazio supplementare sospeso del 25% sulle auto statunitensi riprenderà il 15 dicembre, con un altro 10% in più per alcuni veicoli. Tenendo conto dei dazi generali esistenti sulle automobili, la tariffa totale applicata alle automobili prodotte negli Stati Uniti sarebbe del 50%.

Le azioni Tesla, Bmw e Mercedes in calo

Tra le case automobilistiche, Tesla Inc (TSLA) e la tedesca Daimler e BMW sono le più vulnerabili ai prelievi aggiuntivi. Le azioni delle due società tedesche sono scese di almeno il 2% a Francoforte, mentre Tesla ha ceduto nelle negoziazioni di mercato a New York.

BMW e Daimler spediscono un gran numero di veicoli utilitari sportivi dagli impianti negli Stati Uniti alla Cina, mentre Tesla non produce ancora le sue auto elettriche nel paese. Sei dei primi dieci veicoli esportati dagli Stati Uniti nel più grande mercato automobilistico del mondo provengono dai due marchi tedeschi, secondo il previsore LMC Automotive.

Le notizie di Pechino hanno riacceso le preoccupazioni circa le due maggiori economie del mondo e le prospettive di crescita globale che sembrano già instabili. I futures su azioni statunitensi sono calati insieme ai rendimenti del Tesoro e ai prezzi del petrolio. Anche le valute dei mercati emergenti e legate alle materie prime sono diminuite, mentre sono stati sostenuti paradisi come lo yen e l’oro.

A Washington, la reazione iniziale della Casa Bianca aveva lo scopo di alleviare le preoccupazioni sulla ricaduta. “La quantità di denaro oggetto di tariffa non è rilevante in termini di crescita macro”, ha dichiarato il consulente Trump Peter Navarro su Fox Business Network. La rappresaglia “non” rallenterà la crescita, ha detto.

Recessione in arrivo

L’annuncio della Cina arriva mentre i leader del Gruppo delle Sette nazioni si preparano a incontrarsi in Francia e i banchieri centrali si riuniscono a Jackson Hole, nel Wyoming, per discutere questioni come il rallentamento globale. L’annuncio cinese è stato prefigurato da un tweet di Hu Xijin, caporedattore del Global Times, un giornale controllato dal Partito Comunista al potere.

La Cina ha promesso all’inizio di questa settimana che eventuali nuovi dazi dagli Stati Uniti porterebbero a escalation e ritorsioni. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che aumenteranno le tariffe su alcuni beni cinesi a partire dal 1 ° settembre, sebbene il presidente Donald Trump abbia già ritardato parte di tale aumento in mezzo alla turbolenza economica.

Dopo che Trump ha dato il via libera all’inizio di questo mese per il 10% dei dazi sui quasi $ 300 miliardi di importazioni cinesi che non sono state colpite da dazi più elevati, la Cina ha interrotto gli acquisti di prodotti agricoli e ha permesso l’indebolimento dello yuan.

I negoziatori hanno parlato per telefono da allora e stanno pianificando un’altra chiamata nei prossimi giorni, tuttavia senza uno spiraglio concreto la recessione sembra essere inevitabile.

Le persone che avevano familiarità con le loro intenzioni in precedenza hanno affermato che la delegazione cinese si atterrà al loro piano di recarsi negli Stati Uniti a settembre per incontri faccia a faccia, che potrebbero offrire la possibilità di un ulteriore recupero.

La parte americana spera ancora che questa visita abbia luogo, con il consigliere economico di Trump Larry Kudlow a Fox Business Network che “speriamo che stiamo ancora programmando di far venire la squadra cinese qui a Washington DC per continuare i negoziati”.

Perché non devi usare Stocktwits

StockTwits è nata dieci anni fa come comunità online per scambiare idee di trading online e daytrading: gli utenti registrati della piattaforma generano e condividono ogni giorno più di 200.000 idee e messaggi. Oltre 2 milioni di persone usano StockTwits per leggere le idee e le opinioni di investitori affini.

In pratica altri trader postano brevi messaggi o opinioni sulle singole azioni, di fatto in maniera irrazionale o quantomeno istintiva.

Che cos’è Stocktwits

Quindi StockTwits è essenzialmente Twitter per i trader, e chiunque abbia familiarità con l’uso di Twitter si impadronirà rapidamente della navigazione in StockTwits.

Per gli operatori pubblici o gli investitori, ci sono alcuni aspetti positivi e negativi su StockTwits. Il primo aspetto positivo è che si tratta di un forum di discussione o open source gratuito per gli operatori attivi. Non che ci sia una differenza importante tra trader e investitori. 

La cosa bella di Stocktwits è che ti confronti, come in un forun, con altri Trader. Riesci a capire molto bene il sentiment su un singolo titolo azionario ad esempio.

Ma serve tutto ciò? Alla fine della fiera sono degli esperti gli utenti di Stocktwits o fanno solo chat sulle azioni e rischiano di farci perdere tempo o addirittura condizionarci a livello psicologico?

Una delle mie parti preferite del sito Web è la sua sezione di tendenza nella parte superiore del sito Web. L’altra cosa è che hanno recentemente integrato il trading di Robinhood. Robinhood è una piattaforma fantastica che però non è disponibile in Italia.

StockTwits offre inoltre agli investitori l’accesso agli investimenti senza dover disconnettersi dalla piattaforma.

Pro e contro di Stocktwits

Quali sono alcuni aspetti da tenere presente prima di utilizzare StockTwits? Anzitutto, ci sono due aspetti negativi che devono migliorare.

Uno è che ci sono troppi troll e trader di parte: i troll sono persone che stanno solo cercando di amplificare e creare rumore attorno ad un titolo, proprio come succede nei social networks: potremmo chiamarli anche haters…

I fondatori di StockTwits hanno riconosciuto il problema del rumore poiché hanno affermato di recente che, dopo 10 anni di crescita, alcuni tipi di rumore ingombrano la piattaforma con contenuti indesiderati. Nel tentativo di risolvere il problema, StockTwits ha lanciato una nuova funzionalità chiamata Rooms.

Ad esempio, supponiamo che pubblichi un commento particolare su un simbolo di borsa. Diciamo che pubblichi un commento sulle azioni Tesla, TSLA, noterai che ci sono un sacco di persone con profili casuali che stanno commentando e trollando la piattaforma e la discussione, creando rumore anziché informazioni segnalate. 

Come usare Stocktwits

Se proprio volete utilizzare Stocktwits, dovete necessariamente evitare di farvi condizionare dal ‘rumore’ di mercato esercitato dai troll e dagli altri trader, specialmente se fate daytrading. Ricordate che non dovete essere sempre sul mercato, ma che anzi molti giorni durante il mese dovreste proprio staccare la spina e starne lontani, come suggerisce anche Joe Ross nel libro Trading come Business.

CEO di HP si dimette, azioni in calo

(Reuters) – HP Inc (HPE) ha dichiarato giovedì che l’amministratore delegato Dion Weisler si dimetterà dopo quasi quattro anni nel ruolo e prevede profitti del quarto trimestre al di sotto delle stime di Wall Street, facendo scendere le sue azioni del 6% negli ultimi scambi.

Le azioni di HP (HPE) sono in un trend negativo molto evidente da Marzo 2019, trend che dopo questa notizia non può che consolidarsi e quindi portare le azioni in modalità Bearish, consigliamo quindi la vendita a prezzo di mercato.

La società ha dichiarato che Weisler, 52 anni, lascia il ruolo per occuparsi di una questione di salute familiare. Enrique Lores, un veterano di 30 anni con la società e attualmente presidente del settore imaging, stampa e soluzioni HP, assumerà la posizione di CEO il 1 ° novembre.

“A nome del consiglio di amministrazione, rispettiamo la decisione di Dion di supportare le esigenze della sua famiglia”, ha dichiarato Chip Bergh, presidente del consiglio di amministrazione di HP.

Lores, che ha iniziato come stagista di ingegneria con la società, ha svolto un ruolo nella divisione di Hewlett-Packard Co in due società quotate in borsa. Il 53enne è stato anche coinvolto nell’acquisizione da $ 1,05 miliardi dell’azienda nel settore delle stampanti Samsung nel 2017.

HP Inc, con sede a Palo Alto, California, azienda hardware che precedentemente faceva parte della Hewlett Packard Company, prevede un profitto del quarto trimestre compreso tra 55 e 59 centesimi per azione, con un punto medio inferiore alla stima media degli analisti di 58 centesimi, ai dati IBES da Refintiv.

Per il terzo trimestre conclusosi il 31 luglio, HP Inc ha registrato ricavi per $ 14,60 miliardi, leggermente al di sotto delle stime degli analisti, penalizzati dalle scarse vendite nel settore della stampa.

La società ha riportato utili rettificati di 58 centesimi per azione, oltre i 55 centesimi stimati dagli analisti.

Le azioni della società sono diminuite del 6,2% a $ 17,75 negli ultimi scambi.

Hasbro in crescita dopo l’acquisto del marchio Peppa Pig

(Yahoo Finance UK) Il produttore di Monopoly Hasbro (HAS) sta acquisendo Entertainment One (ETO.L), proprietario dell’amato marchio per bambini Peppa Pig, per circa £ 3,3 miliardi ($ 4 miliardi).

Le azioni di Entertainment One (ETO.L) sono salite del 31% venerdì a un livello record di tutti i tempi, con gli analisti che indicano le potenziali sinergie tra le due società, quindi Hasbro sul medio e lungo periodo sarà un’azione da acquistare.

Secondo i termini dell’accordo, che vedrà Hasbro diventare un importante lettore multimediale, gli azionisti di Entertainment One riceveranno £ 5,60 per azione, ovvero circa il 26% in più rispetto al prezzo di chiusura di giovedì.

Oltre alla serie di successo Peppa Pig, che comprende una serie TV animata e un’intera serie di giocattoli, Entertainment One possiede anche PG Masks, uno spettacolo televisivo di supereroi animato che andrà in onda sul canale Disney.

Notando che l’acquisizione avrebbe fornito una “pipeline” di prodotti orientati alla famiglia, il CEO di Hasbro Brian Goldner ha dichiarato che la sua azienda sfrutterà le “capacità di intrattenimento immersivo” di Entertainment One.

Oltre al noto gioco da tavolo Monopoly, Hasbro è anche dietro a prodotti giocattolo come My Little Pony, Twister, Power Rangers e Transformers.

Darren Throop, CEO di Entertainment One, ha affermato che esiste “un forte legame culturale tra le nostre due società”.

“Il portafoglio di Hasbro di giocattoli integrati, giochi e prodotti di consumo alimenterà ulteriormente l’enorme successo che abbiamo ottenuto”, ha affermato.

Fino ad ora, e anche se ha trasformato con successo i suoi marchi chiave in programmi TV, Hasbro ha dovuto esternalizzare ampiamente le sue capacità di produzione. L’acquisizione di Entertainment One gli darà un’unità TV interna a tutti gli effetti.

“Hasbro è il padrone di una mungitura di un marchio per vendere tutti i tipi di merce ed è quindi il perfetto proprietario di Entertainment One, che vanta un portafoglio sempre crescente di famosi marchi per bambini visti sullo schermo e sugli scaffali”, Russ Mold , direttore degli investimenti di AJ Bell, ha detto in una nota venerdì.